Livorno e i livornesi nel 1600: cronache del reverendo islandese Olafur Egilsson

Una storia che inizia nel 1627 quando dei pirati algerini arrivano per una scorribanda sulle coste dell’Islanda. Catturano circa quattrocento islandesi, tra loro anche il prete luterano Olafur Egilsson che racconterà questa storia, che passa da Algeri ma anche da Livorno – pubblicato da La Terra del Gusto blog magazine

Livorno, 17 agosto 2025 – Tra gli islandesi rapiti e portati ad Algeri per essere venduti come schiavi o riscattati dalla famiglia anche la moglie e i figli del reverendo Olafur. Lui sarà liberato per essere mandato dal re di Danimarca, in quei tempi sovrano d’Islanda per ottenere un riscatto per i prigionieri.

The Travels of Reverend Ólafur Egilsson: The Story of the Barbary Corsair Raid on Iceland in 1627

Un viaggio che porterà il reverendo Olafur Egilsson (1564 – 1639) in Italia. Prima nella Sardegna degli Aragona e nella Sicilia degli Asburgo. Poi a Livorno, importante snodo mercantile del tempo e a Genova. Poi a Venezia, prima di riprendere il viaggio per la Danimarca, ma senza un esito positivo. Il regno di Danimarca attraversava un brutto momento economico.

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Circa trenta dei quattrocento prigionieri saranno riscattati e riusciranno a fare ritorno in Islanda. Tra loro la moglie del  reverendo Egilsson ma non i figli.

Il reverendo ha raccolto il suo viaggio della “speranza” nel libro The Travels of Reverend Ólafur Egilsson: The Story of the Barbary Corsair Raid on Iceland in 1627 scritto in islandese e tradotto in inglese nel 2011 con il titolo originale Reisubók Ólafs Egilssonar.

Livorno, i livornesi: la cura dell’abbigliamento

Prima del passaggio del reverendo islandese Livorno ha incrociato spesso i pirati algerini, ma di questo parleremo in un prossimo articolo. Ma intanto traduciamo le impressioni di Olafur Egilsson su livornesi:

“Gli abitanti di Livorno, gli uomini,  sono estremamente ben vestiti. Credo meglio che in qualsiasi altra parte del mondo, Vestono di seta e velluto, indossano soltanto camicie. E farsetti tagliati in cinque strisce sulle spalle e sulle braccia. Stessa foggia per i pantaloni”.  “I vestiti delle donne di Livorno sono costosi, realizzati con materiali di valore e ben tagliati e cuciti. I bottoni sono d’oro, d’argento ma anche in pietre preziose”

Olafur racconta anche che i livornesi spendono molto per l’abbigliamento ma anche per il cibo.

Torneremo ancora in argomento. A presto.

Livorno e i livornesi nel 1600: cronache del reverendo islandese Olafur Egilsson